Quando i sogni corrono veloci e l'IA fa paura: il cinema che ci sorprenderà
Il tanto atteso 2026 è iniziato da un paio di settimane e, visti i nomi delle prossime uscite durante l'anno, è stato definito come un anno imperdibile per il cinema internazionale ed italiano.
Ci addentreremo nelle nostre sale partendo dalle novità previste in uscita il 22 gennaio e che speriamo possano regalarci soddisfazioni.
Nelle settimane precedenti ho avuto modo di assistere in sala alla visione di alcuni film da cui ero incuriosito. Sto parlando di Una di famiglia - Housemaid ( P. Feig ) e Qualcuno volò sul nido del cuculo ( M. Forman, 1975 ), con merito trasmesso nuovamente nelle sale in 4k per dare la possibilità ai giovani di oggi di non perdersi il capolavoro reso tale dal grande Jack Nicholson, e agli adulti di ripercorrere ricordi della loro adolescenza e non.
Tornando al presente, giovedì 22 gennaio inizierà riportandoci in sala per un film di cui, a parer mio, si avrà molto da parlare: Marty Supreme. Scritto, diretto e prodotto da Josh Safdie parla della storia del pongista americano Marty Reisman e della sua carriera verso il successo, attraversata da molte difficoltà, tra cui quella econ0mica.

Timothée Chalamet ( Il re, Dune, Interstellar per citarne alcuni ) interpreta un Marty che, assettato di fama e soldi, scopre il suo talent0 e passione per il ping-pong, desiderando di battere il campione in carica ungherese Kletzki.
Durante il percorso molte incombenze si presenteranno, ma Marty non ne vorrà sapere e procederà anche in modo disonesto per guadagnarsi la fama e arricchire materialmente sé stesso e la sua famiglia.
Cosa veramente aspettarsi sul grande schermo? Il regista Josh Safdie credo voglia proseguire il percorso iniziato con il successo insieme al fratello Benny grazie a Diamanti grezzi del 2019 ( protagonista Adam Sandler ), il quale non differisce troppo dal tema della fama e della ricchezza presentato in Marty Supreme.
Anzi, a dire il vero, J.Safdie con lo scorso film, narrante la storia di un gioielliere indebitato e in rapporti con la mafia italoamericana, dimostra come denaro e soldi ormai comandino la nostra vita, sia che si tratti di un gioielliere di Manhattan, sia che si parli di un ragazzo povero che sarà disposto a qualsiasi azione, anche illegale, pur di guadagnare una certa somma di denaro insieme al primo posto nel ping-pong.
Probabilmente l'insegnamento che dovremo trarre sarà proprio questo, o forse si tratterà della solita storia biografica di uno sportivo dal niente al successo, ma ne dubito...
Tuttavia, probabile che a questo si aggiungerà un messaggio positivo fondamentale: credere nei propri sogni e non smettere mai di aver fiducia in se stessi. Vedremo se J.Safdie sarà in grado di emozionare e soddisfare in primis noi spettatori, ma anche la regia stessa dopo un budget assegnato di 70 milioni di dollari.
Non saranno solo i sogni a convincerci a tornare in sala, lo farà anche un nuovo Chris Pratt in Mercy: Sotto accusa, accompagnato da Rebecca Ferguson ( Mission Impossible, Life, Doctor Sleep ) in una pellicola adrenalinica di fantascienza.



Diretto e prodotto da Timur Bekmambetov ( Ben-Hur ), intende portarci nel futuro 2029, dove il protagonista detective Raven si trova sotto accusa diretta per aver ucciso sua moglie, da parte del giudice Maddox, tramite il sistema giustiziario in vigore da lui stesso creato : "Mercy". Grazie all'AI, dovrà cercare in 90 minuti di dimostrarsi innocente e non superare la "soglia di colpevolezza" del 92%, in modo da risparmiarsi così la condanna a morte.
"In un mondo dove l'AI prende decisioni per noi, quanto spazio resta per la misericordia (Mercy)? Volevo un film che fosse visivamente scioccante ma emotivamente onesto. Non volevo fare un film contro la tecnologia, ma sulla nostra pigrizia" si è espresso così il regista, volendo marcare quale sarà il vero tema del film e comunicando direttamente cosa aspettarsi.
Ne vale la pena? Da amante della serie tv "Black Mirror", il tema del contrasto tra la tecnologia moderna e l'uomo è un primo motivo super valido per portarci in sala a riflettere, in un mondo in cui ci stiamo godendo la supremazia di ciò che abbiamo creato su di noi e sulla nostra identità.
Concordando con T. Bekmambetov, credo che l'AI sia nient'altro che uno specchio delle nostre intenzioni, delle nostre paure e della nostra capacità di cambiare. Non è la tecnologia a dover diventare più umana; siamo noi che dobbiamo restare pienamente umani mentre la utilizziamo.


Nel prossimo articolo parleremo di altri due film in uscita il 22 gennaio: Return to Silent Hill, Sentimental value.
